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Un pò di storia

Chiavari è un comune italiano di 27.620 abitanti della provincia di Genova in Liguria, collocato in un'area urbana di circa 52.000 residenti.

Centro commerciale del Tigullio, è il secondo comune più popoloso del comprensorio e la terza città - per numero di abitanti - della provincia dopo Genova e Rapallo. Nella classifica regionale dei comuni più popolosi si colloca al settimo posto, preceduto dai quattro capoluoghi di provincia, da Sanremo e da Rapallo. Se si considera la sua area urbana, Chiavari è l'ottava città della regione, preceduta dai capoluoghi, da Sarzana, Sanremo, Ventimiglia e Rapallo.
Già capoluogo del napoleonico Dipartimento degli Appennini e dell'omonima provincia (1817-1859) durante l'annessione al Regno di Sardegna nel 1815, è ancora oggi un importante centro e punto di riferimento per le valli dell'entroterra chiavarese.
Sede dell'attività giudiziaria nel levante della provincia genovese.

La città si affaccia sul mar Ligure della riviera di levante, posizionandosi geograficamente al centro del Golfo del Tigullio, a circa 43 chilometri ad est di Genova.
Il nucleo urbano è situato alla destra del fiume Entella che qui sfocia al termine della piana alluvionale, dividendo ad est la città dall'attigua Lavagna; la città è inoltre attraversata dal torrente Rupinaro.

Al tempo dell'Impero romano fu considerata un'importante centro costiero del territorio tigullino e alcuni documenti dell'epoca la citano con il toponimo Tigullia, altri come Segesta Tigullorum; quest'ultima nomenclatura è stata dagli storici scartata poiché tale nome diede più probabilmente origine all'odierna cittadina di Sestri Levante. In altri testi, sempre del X secolo, viene invece citata come semplice contrada della pieve di Lavagna.
Dopo il V secolo subì le devastazioni di Eruli e Goti.
Passata ai Bizantini dopo le guerre gotiche, fu conquistata dal re longobardo Rotari nel 641.
Con la conquista franca appartenne alla marca obertenga.
In un documento del 980 la città viene citata come Clavaro. Passò in seguito sotto il dominio della Repubblica di Genova.

Nel 1243 si costituì ufficialmente in Comune libero sotto il potere della repubblica genovese e in tale secolo Chiavari fu scelta come sede del vicariato della Riviera orientale. Cent'anni dopo il primo assedio dei Malaspina, la città fu nuovamente assediata dai Conti Fieschi della vicina Lavagna che, costituendo un'alleanza con gli stessi Malaspina, riuscirono a sottrarre il comune dalla dominazione di Genova.
Chiavari fu quindi feudo fliscano fino al 1332, anno in cui la Repubblica di Genova riuscì nell'opera di riconquista feudale ed elesse il comune come sede del futuro capitanato levantino; quest'ultimo inglobò quasi interamente il territorio del Tigullio e della val Fontanabuona.
In questi secoli la cittadina parteciperà attivamente al commercio marittimo genovese e nuove attività artigianali vengono trasferite, a partire dal 1368, dall'antica "via Ravascheri" - considerata all'epoca la "via patrizia" - nell'odierno "Carruggio Dritto" (oggi "via Martiri della Liberazione") dei borghesi. Si modificò pertanto nuovamente la conformazione urbana chiavarese, ponendo nel centro della cittadella due strade principali commerciali e diversi "carruggi" laterali; le strade verso il mare furono invece destinate alle famiglie meno abbienti della città.
Nel 1393 i Fieschi riuscirono a sottrarre nuovamente la cittadina dal controllo di Genova, ma per un breve periodo poiché ritornò poco dopo comune sotto il dominio genovese. La repubblica nuovamente arricchì di molto la struttura edilizia erigendo nuovi palazzi signorili e portici lungo le vie principali e laterali; inoltre, su espressiva richiesta genovese, tutte le attività civiche furono concentrate all'interno della Cittadella quali ad esempio il settore della giustizia. Ancora oggi il palazzo del tribunale si trova nella medesima posizione.

A partire dal 1648, o forse dal 1646, ebbe il titolo di Città dalla Repubblica di Genova.
Nel 1656-1657 fu colpita da una violenta pestilenza che causò, oltre alle numerose vittime, il collasso sociale ed economico. La città si riprese fortemente a partire dal XVIII secolo quando si decise di abbattere a ponente le mura, erette dai genovesi, e di costruire nuovi insediamenti abitativi e nuove strade, conservandone lo stile architettonico e il binomio strada-portico.
Nel 1815 il convocato Congresso di Vienna per ridisegnare i confini geografici - politici degli stati italiani ed europei stabilì lo scioglimento della repubblica ligure e la successiva annessione al Regno di Sardegna. Chiavari, già sede dell'ex dipartimento napoleonico, fu eletta al titolo di capoluogo dell'omonima provincia nel 1817.
Nel 1859, con l'emanazione del Decreto Rattazzi, Chiavari divenne capoluogo dell'omonimo circondario, inserito nella provincia di Genova e soppresso nel 1926.
Il 3 dicembre 1892, papa Leone XIII istituì la nuova Diocesi di Chiavari, la più recente rispetto alle altre diocesi liguri già presenti.

Nel corso dell'Ottocento e Novecento subì un forte fenomeno di emigrazione, maggiore nell'entroterra della val Fontanabuona, che spinse numerose famiglie in America Latina; fu costituito addirittura a Chiavari il Consolato del Perù, oggi soppresso, per facilitare gli scambi tra le famiglie chiavaresi e quelle emigrate. Ancora oggi molte famiglie originarie della cittadina costiera e della valle fontanina risiedono in Sudamerica, particolarmente a Lima, Perù, portando cognomi tipici della zona del chiavarese.
Nell'autunno del 1969 fu organizzato all'Hotel Stella Maris, di proprietà di un istituto religioso, un convegno tra Renato Curcio e una settantina di appartenenti al Collettivo politico metropolitano di Milano. Tra di loro ci furono molti di coloro che - nell'anno successivo - fonderanno le Brigate Rosse.
Il loro simbolo, la stella a cinque punte, si dice che derivi proprio dal simbolo dell'albergo, tutt'ora presente.